Enjoy the journey: let it happen

Among my talents is learning, not as the ease of acquiring knowledge, but as a natural curiosity in understanding what lies behind the various topics of interest. This has always led me to be constantly engaged in continuous learning, participating in a multitude of courses.

Before embarking on the journey to become a Professional Coach, I was focused on studying, analyzing data, and assimilating theoretical knowledge, achieving significant goals with satisfaction.  The commitment was enormous both in terms of the quantity of hours and the quality of the courses, yet the satisfaction, always present at the end of the journey, was short-lived.  However, there was something I sensed but could not consciously explain.

Today, although a few months have passed since the beginning of the journey, I have come to understand that I was missing out the satisfaction of individual moments of learning and self-awareness along the way.

I have always been accustomed to having everything planned otherwise I would feel uneasy. Now I have started to live “a little more in the moment embracing, recognizing, and celebrating the moments I am experiencing.  I am human and I allow myself   moments of stagnation and difficulty, as I have observed that learning and growth arise from these moments. It is somewhat similar to how new thoughts, words, and behaviors emerge from silence—emptiness as a condition of filling.

I find a resemblance with the approach of not knowing, which is an integral part of the Coaching Mindset in alignment with ICF (International Coaching Federation).

Focusing on the present has meant accepting that I cannot and should not know everything immediately, and most likely not even later. Not knowing has meant letting go of the fleeting sensation of having everything under control, relieving myself of the anxiety about the future. In life, I have started to consciously delegate, fostering responsibility, autonomy, and the expression of the potential of my colleagues, particularly in the workplace.
The shift in perspective from controlling everything – focus on myself, the “ego” – to delegating in order to empower others focusing on the other person – has naturally brought about a change in mindset without effort.  This is where the trust in letting things happen lies, and it is the key transition in my journey to becoming a Coach with a capital “C.”

Coaching is not a linear process, as I experienced during my own coaching journey as a client, with the goal of recognizing emotions and perceptions that I struggled to identify. The awareness of this change in perspective can happen after several sessions or sometimes, even after a few minutes. The impact on the individual is present from the beginning, although it may not be immediately perceptible…

I have an image of water flowing in a stream, smoothing the rocks. The erosive action is always present, but it becomes perceptible to the human eye only over time.

Living in the moment and enjoying the journey has had a big impact on my understanding of the skills required by the ICF. It may seem like a wordplay, yet “one cannot enjoy the present without being present”, and being present requires knowing how to listen to ourselves: the emotions and sensations we experience, the thoughts we have.

A partnership with others is not possible if we have not first worked on ourselves and become our best partners!
Just as water invisibly modifies the rocks, instilling confidence in ourselves, in this case, it is not erosion but sedimentation in thin layers. Similar to the silt deposited on the land during floods in the plains, which favors future growth.
Once the layers are sufficient visible, complete self-awareness occurs: at that moment, Self 1 and Self 2 are in balance, allowing us to express our potential to the fullest.

Today, my commitment is to appreciate the individual moments of learning, awareness and growth, regardless of the type of activity they are related to. I pause, even for a moment, to acknowledge what my inner self has achieved.

I would like to thank Cristina Campofreddo, MCC, my mentor, all members of Sun Light Academy and last but not least the coach who has accompanied me during these months. Each and every one of you has contributed to this change in perspective that has allowed me to reach this point and enjoy the journey. And I have only just begun!

I trust that each of us can enjoy their own journey.

 

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Versione in lingua Italiana

Godersi il viaggio: lasciare che succeda 

 

Fra i miei talenti c’è l’apprendimento inteso non come facilità nell’imparare le cose bensì come naturale curiosità nella comprensione di ciò che sta dietro ai vari argomenti oggetto di interesse e questo ha comportato l’essere, naturalmente e volontariamente, sempre in costante formazione partecipando ad una moltitudine di corsi.

Prima di iniziare il percorso per diventare Coach Professionista ero concentrato nello studiare, analizzare dati, rielaborare conoscenze ed informazioni teoriche raggiungendo obiettivi anche importanti e con soddisfazione. L’impegno era enorme sia in termini di quantità di ore che di qualità dei corsi eppure la soddisfazione, sempre presente alla fine del percorso, era di breve durata.

C’era qualcosa che percepivo tuttavia non riuscivo ad esserne consapevole per arrivare ad una spiegazione a livello razionale.
Ad oggi, seppur siano passati pochi mesi dall’inizio del percorso, ho compreso che mi perdevo la soddisfazione dei singoli momenti di apprendimento e di consapevolezza lungo il percorso.

Sono sempre stato abituato ad avere tutto programmato altrimenti mi sentivo a disagio, ora ho iniziato a vivere “un po’ più alla giornata” accogliendo, riconoscendo e celebrando i momenti che sto vivendo. Sono umano, posso permettermi di avere momenti di stallo e difficoltà e li accolgo: ho constatato che proprio da questi momenti nasce l’apprendimento e la crescita.
Un po’ come dal silenzio nascono nuovi pensieri, parole e comportamenti: il vuoto come condizione per riempire… Ritrovo una similitudine con l’approccio del non sapere che è parte integrante del Coaching Mindset secondo ICF (International Coaching Federation).

Focalizzarmi sul presente ha significato accettare di non poter e dover sapere tutto fin da subito, e molto probabilmente neanche dopo… Non sapere ha significato abbandonare l’effimera sensazione di poter e dover avere tutto sotto controllo e questo mi ha sollevato dal peso dell’ansia sul futuro.
Nella vita ho iniziato a delegare con consapevolezza favorendo, ad esempio sul lavoro, la responsabilizzazione, l’autonomia e l’espressione del potenziale dei colleghi.

La variazione di prospettiva dal controllare tutto – focus su me stesso “ego”- al delegare per valorizzare gli altri -focus sull’altra persona- ha generato un naturale cambio di mindset senza sforzo, ecco la fiducia nel lasciare che succeda, ed è il passaggio chiave nel mio percorso per essere un Coach con la C maiuscola.

Il coaching non è un processo lineare, l’ho potuto sperimentare anche durante il mio percorso di coaching come cliente che aveva come obiettivo il riconoscimento di emozioni e percezioni che faticavo ad identificare.
La presa di consapevolezza del cambio di prospettiva può avvenire dopo più sessioni o, a volte, anche dopo pochi minuti. L’impatto sulla Persona è presente fin dall’inizio, solo non è percepibile.

Ho quest’immagine dell’acqua che scorre nel torrente e leviga le rocce: l’azione erosiva è sempre presente, diventa però percepibile all’occhio umano solo nel tempo.
Vivere il momento e godersi il viaggio per me ha rappresentato un impatto enorme anche sulla comprensione delle competenze richieste da ICF.

Sembra un gioco di parole eppure “non si può godersi il presente senza essere presenti” e l’essere presenti richiede il sapersi ascoltare: che emozioni-sensazioni proviamo, che pensieri stiamo avendo… e non è possibile una partnership con l’altro se non abbiamo lavorato prima su noi stessi.

Come l’acqua sulle rocce, invisibilmente si modifica la fiducia in noi stessi, in questo caso non è erosione ma un sedimento a piccoli strati, così come avviene con il limo rilasciato sul terreno durante gli allagamenti del fiume in pianura, che favorirà la crescita futura.
Una volta che gli strati sono sufficienti da divenire visibili ecco allora la totale presa di consapevolezza: in questo momento Sé 1 e Sé 2 sono in equilibrio e possiamo esprimere al meglio il nostro potenziale.

Oggi il mio impegno è di apprezzare i singoli momenti di apprendimento-consapevolezza-crescita, indipendentemente dal tipo di attività a cui sono collegati, fermandomi, anche solo un istante, a riconoscere alla mia Persona ciò che ha raggiunto.

Ringrazio Cristina Campofreddo, MCC, la mia mentore, tutti voi compagni di viaggio della Sun Light Academy e, non ultima, la coach che mi ha accompagnato in questi primi mesi, perché tutti quanti avete contribuito a questo cambio di prospettiva che mi ha permesso di arrivare fin qui godendomi il viaggio… e sono appena partito!

Confido che ciascuno di noi possa godersi il suo viaggio.

 

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